Spoleto	Lavorazione del maiale, Pian Grande, Lenticchia,Caccia al cinghiale, Piana di Santa Scolastica, Farro, allevamento di asini, Monte Patino,Prosciutto di Norcia,Foligno,Ciauscolo

Territorio

Un pizzico di storia, tanta natura, sport e passeggiate

Spoleto	Lavorazione del maiale, Pian Grande, Lenticchia,Caccia al cinghiale, Piana di Santa Scolastica, Farro, allevamento di asini, Monte Patino,	Prosciutto di Norcia,Foligno,Ciauscolo
Legogne      Norcia      Dintorni      Sport e Natura      Storia di Norcia       

Legogne

E' una graziosa frazione del comune di Norcia che si trova a circa 6 km dal capoluogo, ad un'altezza di 900 m s.l.m. .






Era un importante castello sorto a scopo difensivo che apparteneva a Norcia con funzione di presidio per i collegamenti di fondovalle e per quelli montani. Da lì è infatti possibile ammirare la piana di Norcia e la valle del Corno, disseminata di torri e Castelli.



Il contesto agricolo-pastorale che circonda l'abitato di Legogne rappresenta uno dei pochi esempi di agro-ecosistemi montani ancora funzionalmente attivi presenti nell'Appennino umbro-marchigiano e sui suoi versanti sono presenti estese formazioni di roverella, carpino nero, ornelli e cerri.



Legogne è rinomata per i tartufi ed un tempo lo era anche per lo scotano (pianta tintoria)
Da visitare sono la chiesa parrocchiale di S. Martino (XV Secolo) e quella di S.Maria Assunta (xiv Sec) recentemente ristrutturate ed delle quali la signora Gina ha le chiavi.

 

Norcia  (torna su 5)

E' una città pre-etrusca come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici,  è stata municipio romano ed ha vissuto un glorioso periodo fra il XIV ed il XVII secolo. E' quindi carica di storia:

 

Basilica di San Benedetto

 

Basilica di San BenedettoLa costruzione della chiesa risale al 1200, ma è stata rimaneggiata più volte.
La facciata a capanna (sec.XIV) ripropone uno schema largamente diffuso nella regione, di cui, sempre a Norcia, si incontrano altri esempi (S. Francesco e S. Agostino).
Il portale a fasci di colonne è abbellito nella lunetta da un gruppo scultoreo rappresentante la Madonna col bambino tra due angeli; ai lati della lunetta due edicole con le statue dei santi Benedetto e Scolastica, rammentano al passante la loro sovranità sulla repubblica nursina.
Un bel rosone, attorniato dai simboli dei quattro evangelisti, sovrasta il portale. Marmi policromi intarsiati, spezzano il biancore della facciata, testimoniandone un'origine multicolore.
Sulla destra della facciata della chiesa e a quest'ultima addossato, fin dal 1570, il cosiddetto Portico delle Misure, edificato dal Comune e dalle autorità ecclesiastiche per creare una sorta di mercato coperto dei cereali.

Le nove misure, ancora lì, sotto il portico, altro non sono che recipienti di pietra, alcuni ancora provvisti di spatole metalliche appese al muro.
L'interno della chiesa è a croce latina, con un'unica navata, impreziosito da affreschi e da tele del ‘600-‘700; di queste ultime, quella prodotta da Filippo Napoletano nel 1621 racconta una storia curiosa della vita di S. Benedetto, quella in cui il santo riceve un fante travestito da re, inviato, al suo posto, da Totila, re dei Goti.
Nella cripta, una lapide ricorda la nascita dei due Santi gemelli. L'ambiente, con i muri a “opus reticolatum”, è diviso in tre navatelle, di cui quella centrale più ampia. Dalla stessa cripta si accede all'attigua area archeologica, dove sono conservate le fondamenta di una casa romana del basso Impero.

La Basilica di San Benedetto è stata restaurata in occasione del Giubileo del 2000. Gli interventi hanno interessato in particolare gli ambienti ipogei e la cripta, la chiesa e l’antico convento. Gli scavi romani e la cripta sono stati valorizzati con la ristrutturazione completa degli ambienti voltati e la realizzazione di una scala di accesso alla cripta nei pressi dell’ingresso della chiesa per evitare interferenze con le celebrazioni liturgiche.
Nella basilica è stato realizzato un nuovo pavimento in quadrati bianchi e rossi posti a losanga nell’area dell’assemblea, mentre l’area presbiteriale, sollevata da tre gradini dall’aula, ha accolto un nuovo altare in bronzo dello scultore contemporaneo Giuseppe Ducrot, cui si debbono anche il leggio e la piccola statua di San Benedetto collocata a destra.
 

Il Palazzo Comunale

Il Palazzo risale al 1300 ma di questo periodo sono conservati solo la parte inferiore dell’edificio e l’elegante portale.
Il balcone e la parte superiore risalgono invece al XIX secolo.
Uno dei due leoni marmorei, che siedono all'inizio delle balaustre della scalinata, è firmato da Domenico Mollaioli, l'architetto perugino che alla fine dell'800 si occupò del rifacimento della facciata. All’interno sono da visitare la Sala del Consiglio Maggiore, la Sala Sertoriana o dei Quaranta conservatori della pace e la Cappella dei Priori, di struttura settecentesca, dove si conserva il prezioso reliquario di San Benedetto, uno degli ultimi in stile gotico.

La Castellina

 

CastellinaResidenza fortificata sede dei governatori apostolici, fu edificata per volontà del Pontefice Giulio III per garantire allo Stato della Chiesa un maggiore controllo sul Comune di Norcia che vantava un governo di tipo repubblicano e sui territori periferici.
Del progetto fu incaricato Jacopo Barozzi da Vignola che il 28 Agosto 1554 ne tracciò, sul posto, la pianta, inglobante, al suo interno, il Palazzo del Podestà, quasi del tutto demolito, e la Pieve di S. Maria Argentea, ricostruita poco oltre.
Il fortilizio è quadrato con bastioni angolari fortemente scarpati. L’aspetto imponente, in parte motivato da ragioni antisismiche, riassume emblematicamente l’irreversibile crisi delle libertà comunali e il contemporaneo recupero di potere da parte del papa.

Quando nel 1569 venne istituita la Prefettura della Montagna, la Castellina ne divenne la naturale sede, militarmente sicura e architettonicamente degna di assolvere funzioni di rappresentanza. Alle necessità burocratiche e di organizzazione dei vari uffici della Prefettura si lega la lenta ed elaborata definizione degli spazi interni, la cui sistemazione si protrasse almeno fino al 1587.


Restaurato nel XVIII secolo a seguito dei frequenti terremoti, a partire dal 1860 divenne sede degli uffici del Comune, per poi essere destinato all’allestimento del Museo nel 1967 con le opere depositate dal Comune, dalla Curia vescovile e dagli Istituti Riuniti di Beneficenza.

Dopo il terremoto del 1979, la Castellina è stata interessata da lavori di consolidamento e di adeguamento. Da piazza S. Benedetto, attraverso un elegante portale bugnato e un controportale si accede ad un cortile porticato su cui si aprivano le cancellerie civile e criminale, le scuderie, i quartieri della guarnigione e le carceri, mentre al piano superiore trovava posto la residenza del governatore.

Oggi la Castellina, oltre a varie mostre temporanee, ospita il Museo Civico e Diocesano, la Collezione Massenzi (donazione del Cav. Evelino Massenzi al Comune di Norcia e inaugurata nell’agosto 2002) e la Mostra Archeologica “Partire per l’Aldilà” (allestita e inaugurata nel 2003 grazie al generoso contributo offerto dal Rotary Club).


 

La Concattedrale di Santa Maria ArgenteaConcattedrale di Santa Maria Argentea

 

L’edificio ha ereditato il nome dalla pieve altomedievale demolita nel 1554 per far posto alla Castellina.
La chiesa, dall'elegante facciata, presenta un interno a tre navate e cappelle gentilizie con tele di notevole pregio. Nella cappella della Misericordia, in fondo alla navata sinistra, al centro di un sontuoso altare di marmi bianchi e policromi con sculture attribuite allo scultore fiammingo del ‘600 Francesco Duquesnoy, si trova uno degli affreschi-simbolo della città di Norcia.

E’ un’opera del XVI secolo dipinta da Francesco Sparapane e restaurata dal comitato “Una Mostra, un restauro”.
In questo trittico murario sono raffigurati i Santi Benedetto e Scolastica ai lati di una Madonna col Bambino. San Benedetto sostiene un modello di Norcia sul quale svetta l’alto campanile gotico crollato nel XVIII secolo.
 

Il Tempietto

Merita grande attenzione il Tempietto, l'edificio storico più originale e meglio conservato di Norcia, opera del 1354 del nursino Vanni della Tuccia. Nel medioevo era chiamato Maìna, questo edificio in pietra, severamente classicheggiante nella struttura, cui si contrappone un'anticlassica decorazione scultorea simile a un'oreficeria longobarda, costituita da motivi zoomorfi, fitomorfi, antropomorfi, geometrici, simbolici, esoterici.
 

 

 

 

 

Teatro CivicoTeatro Civico

Il Teatro Civico di Norcia è stato progettato nel 1872 dall’architetto perugino Domenico Mollaioli.

Prima del terribile incendio che nell’inverno del 1952 ne distrusse totalmente l’interno, lasciando intatta la facciata, l’edificio era strutturato in una sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi, una loggia e un palcoscenico.

Oggi, a seguito dei lavori di restauro terminati nel 1995, l’interno si presenta completamente ricostruito in funzionali forme moderne, con una platea, una galleria e un ampio palcoscenico.

La popolazione nursina è attaccatissima al suo teatro, basti pensare che Norcia dette nome alla maschera del “Norcino”, in voga nella Roma del ‘500-‘600, ma anche a Parigi nella seconda metà del ‘500. In questo stesso periodo, inoltre, Norcia fu patria di noti autori di farse teatrali come Virgilio Verucci, Aurelio Colizzi, Benedetto Trincia e G. Battista Fusconi.

Oggi la città annovera ben due compagnie teatrali: il Gad (Gruppo Artisti Dilettanti) fondato da Anna Ferrari e Teatrotredici. A salvaguardia e valorizzazione del teatro è attiva ormai da diversi anni anche l’associazione “Amici del Teatro” che, insieme all’amministrazione comunale, accoglie i rappresentanti di tutte le associazioni culturali nursine.


 

Dintorni  (torna su 5)

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, oltre agli incantevoli paesaggi, comprende numerosi centri abitati, abbazie e luoghi di interesse storico per i visitatori
 

Le marcite di Norcia

Particolarità paesaggistica del territorio nursino sono le marcite, campi erbosi costantemente irrigati grazie ad un sistema naturale molto simile a quello della pianura padana, delimitati da filari di pioppi cipressini, canne di palude e salici, ma all’interno la vegetazione è molto più ricca di quanto possa sembrare. Arrivando da ovest, prima di entrare nel territorio stesso della città di Norcia, nell’area di minima quota della Piana di Santa Scolastica, ci si trova a passare alla sinistra delle marcite, ignorando, il più delle volte, di cosa realmente rappresentino e sono. Questi campi sono favoriti, nella loro formazione, dall'inclinazione dell'altopiano di tipo lacustre di Norcia, e si estendono per circa 150 ettari. Prima di divenire marcite, questa zona era un'immensa palude bonificata e resa fertile dall'esperienza e dalle conoscenze dei monaci benedettini, all'incirca intorno al periodo del medioevo. Contrariamente a questa collocazione storica dell'evento, c'è chi sostiene che le marcite siano nate nel contesto nursino nel VI secolo d.C., ovvero in un periodo precedente rispetto a quello in cui si stima la realizzazione della stessa opera nel territorio lombardo, classificando le marcite di Norcia come le prime d'Italia. Il lavoro dei benedettini è consistito nel creare una serie di canali artificiali chiamati adacquatrici, sbarrati da paratoie di legno o “storcitoi”, che fanno straripare l’acqua in modo che irrighi gli appezzamenti di terreno, chiamate cortinelle, attraverso una serie di piccoli canali che rendono omogeneo il flusso dell’acqua. Il nome “marcita”, nell'ipotesi più accreditata, deriverebbe da un'antica pratica agreste che consisteva nel far marcire nei campi irrigui, durante il periodo invernale, l'ultimo taglio annuale di settembre, favorendo l'arricchimento di sostanze organiche. Un terreno reso così più fertile può arrivare a produrre fino a 10 raccolti all'anno.

 

Castelluccio di Norcia e Pian Grande  

E' un altopiano a 1300 metri di altitudine dove viene coltivata la famosa lenticchia ed è uno dei centro abitati più alti del centro italia.

Da qui si può partire per numerose escursioni fra le quali le più impegnative sono quelle al Monte Vettore (circa 2500 metri) ed al di Pilato (1900 metri). Ci sono percorsi da fare a piedi, in bicicletta, a cavallo, con asini e muli e per di qua passa il percorso del grande anello dei monti sibillini che può essere fatto in 5-10 giorni di cammino dormendo nei confortevoli rifugi del parco.

A Castelluccio si pratica poi il volo in Deltaplano e Parapendio e d'inverno si pratica lo sci da fondo e le escursioni con le Ciaspole. A Forche Canapine ci sono impianti per lo sci da discesa.

Ancarano

Chiesa della Madonna BiancaA circa 10 chilometri dalla città e, precisamente, in località S. Angelo, sottostante alla Forca d'Ancarano, s'incontra la solitaria chiesa della Madonna Bianca, autentico gioiello del XVI secolo.
Il lato lungo dell'edificio presenta un portichetto a sette archi sorretti da colonnine quattrocentesche.
Il campanile, innestato sulla fronte, risale alla stessa epoca del portico sottostante.
L'interno, a due navate, è separato da 4 alte colonne cilindriche e da 3 archi longitudinali, sui quali poggia il tetto.
La parete destra è impreziosita da un ciclo di affreschi ispirati, nel ciclo superiore alla vita della Madonna, in quello inferiore devozioni particolari e locali del tempo.
Altri affreschi di epoche più tarde si possono ammirare sulle altre pareti.
A capo della navata destra, in una edicola in pietra, è collocato l'altorilievo in pietra della Madonna Bianca, eseguito nel 1488, da un allievo del Verrocchio.
Considerevole l'altare del Crocifisso, lavoro ligneo del 1513, finemente intarsiato ed il Crocifisso, anche questo di legno.

Più avanti, sulla stessa strada, in località Capodelcolle, si trova la chiesetta di S. Antonio abate, del XIV secolo, dalla fronte completamente affrescata, protetta da una tettoia

Campi

Chiesa di S.Salvatore a Campi di NorciaPiù avanti, nella frazione di Campi, sono assolutamente da visitare le chiese di S Andrea e di S. Salvatore.
Della prima si apprezzano soprattutto l'architettura ingegnosa e funzionale alla vita sociale e religiosa del castello in cui è inserita, oltre al suggestivo loggiato aereo, di pianta triangolare.
Della pieve di S. Salvatore, si rileva l'originalità del frontale, con due rosoni e due portali, di epoche diverse (trecentesco, quello di sinistra, tardogotico quello di destra).
L'interno colpisce per la copiosa decorazione pittorica della navata sinistra, quasi assente nell'altra.
 

Altri Centri della Valnerina


Il settore sud-orientale dell’Umbria, tra Marche e Lazio, comprende un territorio montuoso che in gran parte coincide con il vasto bacino oroidrografico del fiume Nera, un corso d’acqua che dalle sorgenti situate alle pendici occidentali dei monti Sibillini, scorre per 70 km lungo una valle profondamente incassata tra alte montagne che si stringono a formare le suggestive gole della “Valnerina”.
Questa terra è un paradiso tutto da esplorare, immergendosi nei suoi ritmi cadenzati e nei suoi silenzi, assaporandone la bellezza selvaggia e ripercorrendo i fantastici itinerari della storia e della natura che si intrecciano con quelli del parco nazionale dei Monti Sibillini.
Da Norcia, capitale della Valnerina in quanto capoluogo più grande, si raggiungono facilmente gli altri nove Comuni dell’area.

Percorsi Turistici La città più vicina, a cui si arriva risalendo le valli del Nera e del fiume Corno, è quella di Cascia, terra natale di Santa Rita, la “Santa delle cause impossibili” beatificata da Urbano VIII nel 1682 e santificata da Leone XIII nel 1900. Una visita della città non può prescindere dal moderno Santuario in travertino bianco in cui è conservato il corpo della Santa, eretto a Basilica nel 1955 da Pio XII. Contiguo alla basilica sorge il monastero di Santa Rita abitato dalle suore agostiniane. All’interno, è ancora conservata la “vite miracolosa”, l’oratorio dove Santa Rita ricevette le stimmate nel 1432 e la cella che appartenne per quarant’anni alla Santa. Da vedere sono anche Palazzo Carli (sede della biblioteca e dell’archivio storico), Palazzo Santi (sede del museo comunale), la chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV sec.), la chiesa di san Francesco (XV sec), la Collegiata di Santa Maria (chiesa antichissima esistente già dall’856) e la chiesa di Sant’Agostino (XIV sec.) che sovrasta la città in posizione panoramica.

 

Intorno a Cascia, l’itinerario ritiano conduce i visitatori a Roccaporena dove nel 1381 nacque Santa Rita.
In questa piccola frazione esiste ancora oggi la casa natale della Santa, lo scoglio della preghiera (lo sperone di roccia che domina il paese dove la Santa si ritirava in preghiera), la chiesa di San Montano (dove si celebrarono le nozze tra Rita e Paolo di Ferdinando), la casa maritale, il lazzaretto (dove la Santa operò in favore di ammalati e sofferenti) e l’orto dei miracoli (dove nell’inverno del 1457 nacque una rosa e maturò un fico).

Percorsi Turistici
Da Cascia il viaggio può proseguire verso i Comuni di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo.
Monteleone sorge in prossimità del confine con la provincia di Rieti.
Di origine antichissima, la città ha un’area archeologica di epoca protovillanoviana. Nel 1902, in località Colle del Capitano, venne ritrovata all’interno di una tomba a tumulo un’antica biga (oggi esposta al Metropolitan Museum di New York) risalente alla metà del IV secolo, periodo di dominazione etrusca.
I monumenti di maggiore rilievo della città sono il complesso di San Francesco (con chiesa e annesso convento del XIV sec, nucleo architettonico e artistico più importante del paese), la chiesa di San Giovanni Battista e la Torre dell’Orologio (antica porta di accesso e l’unico elemento superstite dell’antico castello di Brufa, sulle cui rovine venne edificata la città).


A pochissima distanza da Monteleone, su uno sperone di roccia a quasi mille metri d’altezza, sulle pendici orientali del Monte Coscerno, nell’alta valle del torrente Tissino, sorge il Comune di Poggiodomo. Sorta nel XIII secolo attorno ad un castello, Poggiodomo conserva edifici di grande interesse storico-artistico, tra cui la chiesa di San Pietro (XIV sec.) con interno riccamente affrescato, la chiesa di San Carlo Borromeo (edificio costruito nel 1635 dentro le mura castellane)
Nei dintorni si segnalano la chiesa di San Salvatore di G. B. Bernini nella frazione di Usigni e, a Roccatamburo, l’eremo della Madonna della Stella, eretto dagli agostiniani nel 1308 e abbarbicato su una ripida parete rocciosa, nello splendido paesaggio naturale della Val di Noce.

Molto vicino a Norcia è anche il Comune di Preci, sul versante sinistro della Valle Castoriana, lungo la quale scorre il fiume Campiano.
Nel percorso verso Preci meritano attenzione i castelli e le pievi romaniche tra Ancarano e Campi (di grande interesse la chiesa della Madonna Bianca di Ancarano, la chiesa di Sant’Andrea nel castello di Campi Alto e la chiesa di San Salvatore, appena fuori dall’abitato di Campi Basso).


Tra Campi e Preci si segnala invece la splendida abbazia benedettina di Sant’Eutizio a Piedivalle, sorta in prossimità delle grotte in cui nel V secolo si rifugiarono gli eremiti provenienti dalla Siria.
La chiesa, risalente al 907 ma ampliata nel 1190, si affaccia su due chiostri e è dominata da una campanile secentesco costruito su uno sperone roccioso.
Nel museo dell’abbazia il turista può ammirare i ferri usati nella scuola chirurgica famosa nel XIII secolo. A Preci, oltre al castello, si segnalano la pieve di Santa Maria (edificata nel XIII sec. dai monaci di Sant’Eutizio) e l’ex chiesa di Santa Caterina.

 Proseguendo la strada verso Ponte Chiussita e imboccando la statale 209 della Valnerina verso Spoleto, dopo circa un quarto d’ora d’auto da Preci si arriva a Cerreto di Spoleto, posto sulla cima di uno sperone a dominare la Valle del fiume Nera.
Da vedere sono il palazzo comunale e la torre civica, la chiesa di Santa Maria Annunziata, la chiesa e l’ex monastero di San Giacomo con affreschi trecenteschi e quattrocenteschi e la chiesa rinascimentale di Santa Maria Delibera. A Cerreto si trova la sede del Cedrav, il centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra.

Da Cerreto il turista può proseguire verso Sellano che sorge in un’area tra le più belle e suggestive della Valnerina e dell’Appennino umbro-marchigiano.


Discendendo invece il Nera, sempre da Cerreto, si arriva a Vallo di Nera, pittoresco borgo adagiato sopra ad un colle sul versante sinistro del fiume. Vallo conserva ancora il vecchio assetto medievale, con la cinta muraria dotata di torri, la forma ellittica, le porte d’accesso e i numerosi vicoli in pietra che attraversano il paese. Oltre al Palazzo Comunale, chi giunge a Vallo non può non visitare la chiesa di Santa Maria, costruita dai francescani nel 1273, la chiesa di San Giovanni Battista (XIII sec.), la chiesa di Santa Caterina e la chiesa di San Rocco (situata fuori le mura del castello).

Da Vallo di Nera a Sant’Anatolia di Narco e Scheggino il passo è breve.
Sant’Anatolia sorge nel mezzo della Valnerina, nel punto in cui la valle si allarga per lasciare spazio alle ampie distese pianeggianti delle Canapine. Come Vallo, Sant’Anatolia si presenta come un antico castello medievale del tipo a pendio, protetto da mura di cinta, torri e porte d’accesso. Al suo interno sono da vedere la chiesa parrocchiale e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Di notevole interesse storico-artistico è invece l’abbazia benedettina dei Santi Felice e Mauro di Narco, in località Castel San Felice. Costruita nel 1190, rappresenta uno splendido esempio di architettura romanica umbra.

Un altro castello triangolare di pendio con cassero e torre di avvistamento è quello di Scheggino. Il turista vi si sofferma per ammirare i resti della cinta muraria, le fonti di Valcasana, dove le acque scorrono tra lecci, roverelle e pini, e la chiesa di San Nicola, le cui origini risalgono al XII secolo.

 

Sport e Natura  (torna su 5)

Sport e NaturaAccanto ai pregi ambientali e paesaggistici, Norcia può vantare un’elevata vocazione turistica-sportiva, grazie alla quale si è fatta un nome come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo livello, senza contare che i vellutati piani di Castelluccio, a poco meno di 28 Km dalla città, sono stati definiti la migliore scuola di VOLO LIBERO d’Europa e un’ottima palestra per le specialità sciistiche.

Ormai la città è diventata un punto di riferimento per molti Club di livello mondiale, nella loro preparazione in vista di appuntamenti importanti ed impegnativi.
Il loro elenco potrebbe essere lunghissimo ma, limitandoci a menzionarne alcuni, si ricordano: il Trofeo delle regioni di pallavolo, i Campionati Italiani di Karate, Judo e Judgizo, i Campionati Italiani di pattinaggio, il Campionato Europeo di Tennis Tavola, l’Español di Barcellona, la Nazionale russa di lotta libera e greco-romana, la Nazionale juniores di pallavolo brasiliana, la Nazionale araba di pallamano, la Nazionale di pallavolo del Dubai, l’Osteawa di Bucarest, la Torpedo-Mosca, ..
Alcuni di questi Club hanno scelto Norcia come loro sede federale; pensiamo a quello di pattinaggio, tant’è che è nato un Club di pattinaggio artistico in grado di regalare alla città momenti di grande spettacolo. Anche la Federazione Nazionale Aerobica ogni anno ha qui un appuntamento fisso.
E che dire dell’ultima definizione della città come "capitale internazionale del mondo calcistico"? Niente di più vero, considerando che sempre più squadre calcistiche di elevata portata scelgono queste montagne della Valnerina per i loro allenamenti.
Sono venute in ritiro a Norcia squadre come la Lazio, il Perugia, la Ternana, il Camerun (per la sua preparazione ai Mondiali di Francia), la Fiorentina, la Romania, il Ghana, …

Tra gennaio e febbraio Norcia ospita ogni anno anche la famosa "Norcia Football Winter Cup", la rassegna calcistica alla quale partecipano formazioni di tutta Europa, candidando la città come polo più importante e all’avanguardia nel turismo sportivo invernale, rispetto all'intera regione.
Sport e Natura
Ma non di solo calcio si parla a Norcia, o perlomeno l’economia della città non beneficia di questa sola specialità sportiva.
L’inclusione della città all’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha sicuramente significato la valorizzazione di attività, anche sportive, in stretta connessione con l’ambiente.
I numerosi sentieri escursionistici del parco, oltre al trekking, offrono la possibilità di passeggiate in mountain bike o a cavallo, trekking con i muli, sport che permettono di scoprire luoghi e prospettive nuove ed insolite.

Che dire poi dell’affascinante sport del volo libero con deltaplano o parapendio?
Nei magici spazi di queste montagne, nella fattispecie a Castelluccio, dove la conca del Piano Grande costituisce un autentico stadio naturale, fornito di innumerevoli punti di decollo disposti a cerchio, la pratica di questo sport trova la sua sede ideale.
Queste premesse tanto favorevoli hanno creato le condizioni per la realizzazione di una serie di servizi fuori dal comune: indicazioni, assistenza tecnica, maniche a vento fisse sui punti di decollo ed atterraggio abituali, centro radio, informazioni meteorologiche, radio sensori del vento nei punti strategici ed il servizio navetta; tutto a disposizione dei piloti-turisti, ma soprattutto delle scuole italiane e straniere che qui frequentano stage intensivi.

Nel Comune di Norcia si trova inoltre l’unico centro in Umbria di sport invernali, ossia la stazione sciistica di Forca Canapine, celebre località turistica, anche questa situata nel cuore dei Sibillini. Non mancano certo rifugi, impianti di risalita ed alberghi. Oltre che di due manovie e di sei sciovie, la stazione dispone di oltre 25 Km di piste di discesa, 10 Km e 3 anelli di piste di fondo ed una scuola di sci.

Ed infine, altri sport, specialmente quelli legati all’acqua, sono la pesca sportiva ed il canottaggio, quest’ultimo, meglio conosciuto con il nome di RAFTING, praticato con partenza dallo stretto di Biselli, sul fiume Corno, a soli dieci minuti da Norcia. Tale sport trova qui il suo ambiente ideale: natura amena con fiumi navigabili tutto l’anno grazie alle particolari caratteristiche morfologiche e assenza di traffico inquinante e rumoroso. La scuola, propone discese a bordo di gommoni, sotto la guida di esperti rafters. E nonostante l’immagine più consueta degli sport fluviali sia quella di attività rivolta agli spericolati, la scuola di rafting ha scelto di rivolgersi a tutti, proponendo una discesa classica di 8 Km., non pericolosa, da Serravalle alla centrale di Triponzo.

Ecco di seguito il recapito delle scuole e delle associazioni turistico-sportive che operano nel Comune di Norcia:
 

A.S. Gaia Centro Rafting e Kayak, discese guidate in gommone, corsi di canoa 338.7678308   348.7356565 - www.asgaia.it

La Mulattiera Escursioni a Piedi, con Asini e Muli, Ciaspolate e Sci da Fondo, Campi scuola339.4513189   0743.810052 www.lamulattiera.it

Oxer Passeggiate e trekking a cavallo tel: 0743.828408    339.5334468 www.escursioniacavallo.it

Rafting Umbria Centro Rafting e Kayak, discese guidate in gommone, corsi di canoa Tel. 348.3511798 www.raftingumbria.it

Gite a Cavallo sulla piana di Castelluccio  338.9986579   339.2245349

Prodelta Scuola di volo in parapendio e deltaplano a Castelluccio  0743.821156  339.5635456   www.prodelta.it

Sibillini Adventure Sopravvivenza, surviving, escursionismo, campo avventura, formazione outdoor, tiro con l’arco, orienteering, attività invernali, archeologia sperimentale, campi scuola. 0743.816546    348.7288365  www.sibilliniadventure.it



Storia di Norcia  (torna su 5)

 

Le origini ed il nome vengono fatte risalire agli etruschi (Nursia era la dea della fortuna), ma la presenza dell'uomo viene registrata fin dal paleolitico e diversi reperti archeologici, databili a tutto il periodo fra il IX ed il II secolo A.C.,  dimostrano l'antica vitalità del luogo.

I Romani se ne interessarono e la conquistarono  nel 290 a.c  ed i  Nursini divennero cittadini Romani nel 268 a.c.. Di Roma fu amica e nemica e da Norcia partirono milizie destinate a Scipione l'Africano, ma fu anche depredata da Ottaviano Augusto.

A Roma era apprezzata per i prodotti agricoli quali navoni e rape, ma era "sorvegliata" per l'eccessivo  spirito di indipendenza: ebbe una propria organizzazione locale che si mantenne anche quando il municipio venne gestito da un prefetto romano. Molti erano inoltre i  culti religiosi dell'epoca e fra questi spiccava una significativa presenza ebraica.

Importanti famiglie romane furono i Sertori, i Plozi, i Peducei, i Cuzi e i Vespasi (alla quale apparteneva Vespasia Polla, madre dell'imperatore Vespasiano).

Il Cristianesimo fece la sua comparsa nel III secolo con l'evangelizzatore s. Feliciano ed il primo vescovo nursino appare alla fine del V secolo. Verso il 480 vi nacquero i santi Benedetto (fondatore dell'ordine dei Benedettini e patrono d'Europa)  e Scolastica, sua sorella gemella.

Dopo la distruzione nel 572 da parte dei Longobardi e fino al 1200, Norcia quasi scompare dalla storia, ma nei secoli XIII e XIV avviene la massima espansione territoriale ed economica del Comune basata sul commercio, sull'industria armentizia, sulla manifattura tessile e sull'artigianato, ed aumentano inevitabilmente i contrasti, per il controllo politico, con le autorità ecclesiastiche e con Spoleto . Tuttavia,  Norcia si mantenne fedele alla Chiesa ed al partito Guelfo

Gradualmente riconquista il territorio compreso tra il fiume Nera ed il Tronto (Via Salaria), arrestandosi tuttavia davanti a Cascia e Visso, nuove concorrenti che non aveva precedentemente conosciuto.

Si alternarono quindi diverse  forme di governo della città (il Rettore del Ducato, il Capitano della Montagna, la magistratura podestarile, il Capitano del Popolo), ma la nobiltà non riuscì mai ad esprimere una forma di signoria, contrariamente a quanto si verificò in altri centri delI'Umbria e delle Marche.

Nel XV secolo cominciò invece un lungo periodo di decadenza e Norcia perse quasi tutto il territorio anche a causa dei pessimi rapporti con la chiesa:  Paolo II ebbe a definire i Nursini "i più cativi homini del mondo". Nel 1467 i Nursini si trovarono contro sia l'esercito pontificio che le squadre inviate da re di Napoli: capitolò e dovette accettare per la prima volta un governatore apostolico. Nel 1554 venne quindi costruita sul vecchio palazzo del podestà, ormai anacronistico simbolo d'indipendenza, la Castellina, residenza del governatore apostolico,

Nel 1569 venne istituita la Prefettura della Montagna, che portò con se i presidi giudiziari, amministrativi e militari, dette nuovo lustro alla città.: Norcia divenne quindi capoluogo di un piccolo stato a cavallo tra Marche e Umbria.

Verso la fine del 500 la situazione economica si era nuovamente risollevata ed erano particolarmente attive la lavorazione della lana, la tintoria e la sartoria. Altri mestieri praticati, e citati nelle fonti storiche, oltre all'agricoltura, erano il castraporci, il  cuoco, il chirurgo, il macellaio ed il chiavaro (fabbro). Era inoltre praticata dai nobili la caccia all'orso.

All'inizio del '600 Norcia contava all'interno delle mura 1200 abitazioni che arrivavano a 4.300 con le frazioni, per un totale di circa 18.000 abitanti. Era divisa in 5 parrocchie,  ed annoverava 3 conventi maschili dentro le mura e 4 fuori delle mura, 6 monasteri di monache, 4 ospedali, 8 confraternite con altrettanti oratori e circa 1200 adepti,10 collegi delle arti, 8 osterie grosse con alloggio, circa 100 chiese nel distretto di cui 5 pievi.

Anche l'attività culturale venne incrementata e si ebbero buone scuole pubbliche, un teatro, un'attività musicale, un'accademia letteraria, ed una più marcata attenzione verso le memorie del passato. Molti artisti di Roma, Firenze e Napoli realizzarono le loro opere anche nei villaggi più sperduti della montagna.

Nel 700 si ebbe un nuovo periodo di crisi determinato dai due micidiali terremoti del 1703 e del 1730 che rasero al suolo sia la città che le frazioni ed i castelli. Norcia non seppe però neanche adeguarsi alla nuova rivoluzione industriale rendendosi poco competitiva con altre zone le cui merci potevano ormai facilmente diffondersi grazie ai progressi della viabilità. Nel 1781 Norcia, in piena crisi,  aveva 351 abitazioni (813 con le frazioni) e 1500 abitanti (8000 con le frazioni)  ed i lanifici rimasti erano solo due (contro i 17 di inizio secolo)

Tuttavia, con la ricostruzione postsismica, le chiese vennero rinnovate le mura, le vie, le piazze e le fontane. Si costruì un nuovo teatro e si rinnovarono le istituzioni. Era inoltre famosa in tutte le corti Europee la ricchezza di professioni: i cerusici-castratori esperti nell'arte della litotomia, dell'oculistica e dell'erniotomia ai quali dovettero la fortuna non pochi castrati-tenori e numerose casate del Preciano; la Norcineria, fama che perdura ancora ai nostri giorni; il mestiere di facchini delle dogane esercitato da secoli in Toscana dagli abitanti di Abeto, Todiano e Campi; gli abitanti di Triponzo e di Cerreto, si erano specializzati negli appalti delle questue religiose girovagando per mezza Europa; il commercio.

Norcia, nel suo storico spirito di indipendenza, guardò con favore alla Rivoluzione Francese, ma  fu inevitabilmente vittima della successiva  restaurazione pontificia. Anche le guerre di indipendenza italiani, dal 1830 al 1860,  videro la partecipazione dei liberali Nursini, ma per Norcia non fu un periodo felice e si registrano una carestia nel 1854, un'epidemia di colera nel 1855, ed  un terremoto nel 1859, di cui resta una foto, che demolì il 90% delle abitazioni.

Il 18 settembre 1860 un entusiastico plebiscito sancì l'annessione dell'Umbria al Regno d'Italia e la fine del potere dei papi. Giovani Nursini combatterono con Garibaldi, contro gli Austriaci, nella conquista di Roma e nella battaglia di Dogali.

Successivamente si ebbe un ammodernamento urbano con la realizzazione di varie opere pubbliche : porta Romana, il corso, il monumento a s. Benedetto, il teatro civico, la scalinata e il prospetto del palazzo comunale, il campanile di S. Maria, il mattatoio, un nuovo acquedotto e le strade per Ascoli (Forche Canapine) e per Cittareale.

Era inoltre giunta la corrente elettrica e il 12 ottobre 1902 veniva inaugurato tra Spoleto e Norcia il primo servizio pubblico italiano di automobili a vapore. Ma la maggior parte della popolazione versava in uno stato di grande miseria e all'inizio del 1900 circa 500 Nursini emigrarono in America.

La prima guerra mondiale fece inoltre molte vittime  fra i giovani Nursini, tuttavia nel 1923 venne inaugurata una sezione della cattedra ambulante di agricoltura di Spoleto (per aiutare la razionalizzazione dell'agricoltura ed affermare i principi della cooperazione) e nel 1926 fu inaugurata la ferrovia elettrica Spoleto-Norcia (operativa fino al 1968)  che andò a sostituire il servizio di automobili a vapore.

Il dopoguerra vede l'emigrazione  in tutta Italia, ma in particolare verso Roma, di altri Nursini, ma la situazione socio-economica della città è andata migliorando e, per la prima volta nella sua storia, un terremoto, quello del 1979, grazie ad i contributi ricevuti, ha dato maggior vigore allo sviluppo.

Norcia, ormai totalmente ricostruita, conta circa 5000 abitanti (frazioni comprese) e con l'istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (1989) ha validamente intrapreso la carriera di città turistica con una variegata offerta Naturalistica, Sportiva e Culturale, sia Estiva che Invernale.

 

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