|
Norcia
(torna su
5)
E' una città pre-etrusca come
testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici, è stata
municipio romano ed ha vissuto un glorioso periodo fra il XIV ed il
XVII secolo. E' quindi carica di storia:
Basilica di San
Benedetto
La
costruzione della chiesa risale al 1200, ma è stata rimaneggiata più
volte.
La facciata a capanna (sec.XIV) ripropone uno schema largamente
diffuso nella regione, di cui, sempre a Norcia, si incontrano altri
esempi (S. Francesco e S. Agostino).
Il portale a fasci di colonne è abbellito nella lunetta da un gruppo
scultoreo rappresentante la Madonna col bambino tra due angeli; ai
lati della lunetta due edicole con le statue dei santi Benedetto e
Scolastica, rammentano al passante la loro sovranità sulla
repubblica nursina.
Un bel rosone, attorniato dai simboli dei quattro evangelisti,
sovrasta il portale. Marmi policromi intarsiati, spezzano il
biancore della facciata, testimoniandone un'origine multicolore.
Sulla destra della facciata della chiesa e a quest'ultima addossato,
fin dal 1570, il cosiddetto Portico delle Misure, edificato dal
Comune e dalle autorità ecclesiastiche per creare una sorta di
mercato coperto dei cereali.
Le nove misure, ancora lì, sotto il portico, altro non sono che
recipienti di pietra, alcuni ancora provvisti di spatole metalliche
appese al muro.
L'interno della chiesa è a croce latina, con un'unica navata,
impreziosito da affreschi e da tele del ‘600-‘700; di queste ultime,
quella prodotta da Filippo Napoletano nel 1621 racconta una storia
curiosa della vita di S. Benedetto, quella in cui il santo riceve un
fante travestito da re, inviato, al suo posto, da Totila, re dei
Goti.
Nella cripta, una lapide ricorda la nascita dei due Santi gemelli.
L'ambiente, con i muri a “opus reticolatum”, è diviso in tre
navatelle, di cui quella centrale più ampia. Dalla stessa cripta si
accede all'attigua area archeologica, dove sono conservate le
fondamenta di una casa romana del basso Impero.
La Basilica di San Benedetto è stata restaurata in occasione del
Giubileo del 2000. Gli interventi hanno interessato in particolare
gli ambienti ipogei e la cripta, la chiesa e l’antico convento. Gli
scavi romani e la cripta sono stati valorizzati con la
ristrutturazione completa degli ambienti voltati e la realizzazione
di una scala di accesso alla cripta nei pressi dell’ingresso della
chiesa per evitare interferenze con le celebrazioni liturgiche.
Nella basilica è stato realizzato un nuovo pavimento in quadrati
bianchi e rossi posti a losanga nell’area dell’assemblea, mentre
l’area presbiteriale, sollevata da tre gradini dall’aula, ha accolto
un nuovo altare in bronzo dello scultore contemporaneo Giuseppe
Ducrot, cui si debbono anche il leggio e la piccola statua di San
Benedetto collocata a destra.
Il Palazzo
Comunale
Il Palazzo risale al 1300
ma di questo periodo sono conservati solo la parte inferiore
dell’edificio e l’elegante portale.
Il balcone e la parte superiore risalgono invece al XIX secolo.
Uno dei due leoni marmorei, che siedono all'inizio delle balaustre
della scalinata, è firmato da Domenico Mollaioli, l'architetto
perugino che alla fine dell'800 si occupò del rifacimento della
facciata. All’interno sono da visitare la Sala del Consiglio
Maggiore, la Sala Sertoriana o dei Quaranta conservatori della pace
e la Cappella dei Priori, di struttura settecentesca, dove si
conserva il prezioso reliquario di San Benedetto, uno degli ultimi
in stile gotico.
Residenza
fortificata sede dei governatori apostolici, fu edificata per
volontà del Pontefice Giulio III per garantire allo Stato della
Chiesa un maggiore controllo sul Comune di Norcia che vantava un
governo di tipo repubblicano e sui territori periferici.
Del progetto fu incaricato Jacopo Barozzi da Vignola che il 28
Agosto 1554 ne tracciò, sul posto, la pianta, inglobante, al suo
interno, il Palazzo del Podestà, quasi del tutto demolito, e la
Pieve di S. Maria Argentea, ricostruita poco oltre.
Il fortilizio è quadrato con bastioni angolari fortemente scarpati.
L’aspetto imponente, in parte motivato da ragioni antisismiche,
riassume emblematicamente l’irreversibile crisi delle libertà
comunali e il contemporaneo recupero di potere da parte del papa.
Quando nel 1569 venne istituita la Prefettura della Montagna, la
Castellina ne divenne la naturale sede, militarmente sicura e
architettonicamente degna di assolvere funzioni di rappresentanza.
Alle necessità burocratiche e di organizzazione dei vari uffici
della Prefettura si lega la lenta ed elaborata definizione degli
spazi interni, la cui sistemazione si protrasse almeno fino al 1587.
Restaurato nel XVIII secolo
a seguito dei frequenti terremoti, a partire dal 1860 divenne sede
degli uffici del Comune, per poi essere destinato all’allestimento
del Museo nel 1967 con le opere depositate dal Comune, dalla Curia
vescovile e dagli Istituti Riuniti di Beneficenza.
Dopo il terremoto del 1979, la Castellina è stata interessata da
lavori di consolidamento e di adeguamento. Da piazza S. Benedetto,
attraverso un elegante portale bugnato e un controportale si accede
ad un cortile porticato su cui si aprivano le cancellerie civile e
criminale, le scuderie, i quartieri della guarnigione e le carceri,
mentre al piano superiore trovava posto la residenza del
governatore.
Oggi la Castellina, oltre a varie mostre temporanee, ospita il Museo
Civico e Diocesano, la Collezione Massenzi (donazione del Cav.
Evelino Massenzi al Comune di Norcia e inaugurata nell’agosto 2002)
e la Mostra Archeologica “Partire per l’Aldilà” (allestita e
inaugurata nel 2003 grazie al generoso contributo offerto dal Rotary
Club).
La
Concattedrale di Santa Maria Argentea
L’edificio ha ereditato il nome dalla pieve altomedievale demolita
nel 1554 per far posto alla Castellina.
La chiesa, dall'elegante facciata, presenta un interno a tre navate
e cappelle gentilizie con tele di notevole pregio. Nella cappella
della Misericordia, in fondo alla navata sinistra, al centro di un
sontuoso altare di marmi bianchi e policromi con sculture attribuite
allo scultore fiammingo del ‘600 Francesco Duquesnoy, si trova uno
degli affreschi-simbolo della città di Norcia.
E’ un’opera del XVI secolo
dipinta da Francesco Sparapane e restaurata dal comitato “Una
Mostra, un restauro”.
In questo trittico murario sono raffigurati i Santi Benedetto e
Scolastica ai lati di una Madonna col Bambino. San Benedetto
sostiene un modello di Norcia sul quale svetta l’alto campanile
gotico crollato nel XVIII secolo.
Merita
grande attenzione il Tempietto, l'edificio storico più originale e
meglio conservato di Norcia, opera del 1354 del nursino Vanni della
Tuccia. Nel medioevo era chiamato Maìna, questo edificio in pietra,
severamente classicheggiante nella struttura, cui si contrappone
un'anticlassica decorazione scultorea simile a un'oreficeria
longobarda, costituita da motivi zoomorfi, fitomorfi, antropomorfi,
geometrici, simbolici, esoterici.
Teatro Civico
Il
Teatro Civico di Norcia è stato progettato nel 1872 dall’architetto
perugino Domenico Mollaioli.
Prima del terribile incendio che nell’inverno del 1952 ne distrusse
totalmente l’interno, lasciando intatta la facciata, l’edificio era
strutturato in una sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi,
una loggia e un palcoscenico.
Oggi, a seguito dei lavori di restauro terminati nel 1995, l’interno
si presenta completamente ricostruito in funzionali forme moderne,
con una platea, una galleria e un ampio palcoscenico.
La popolazione nursina è attaccatissima al suo teatro, basti pensare
che Norcia dette nome alla maschera del “Norcino”, in voga nella
Roma del ‘500-‘600, ma anche a Parigi nella seconda metà del ‘500.
In questo stesso periodo, inoltre, Norcia fu patria di noti autori
di farse teatrali come Virgilio Verucci, Aurelio Colizzi, Benedetto
Trincia e G. Battista Fusconi.
Oggi la città annovera ben due compagnie teatrali: il Gad (Gruppo
Artisti Dilettanti) fondato da Anna Ferrari e Teatrotredici. A
salvaguardia e valorizzazione del teatro è attiva ormai da diversi
anni anche l’associazione “Amici del Teatro” che, insieme
all’amministrazione comunale, accoglie i rappresentanti di tutte le
associazioni culturali nursine.
Dintorni
(torna su
5)
Il Parco Nazionale dei
Monti Sibillini, oltre agli incantevoli paesaggi, comprende numerosi
centri abitati, abbazie e luoghi di interesse storico per i
visitatori
Le marcite di
Norcia
Particolarità
paesaggistica del territorio nursino sono le marcite, campi
erbosi costantemente irrigati grazie ad un sistema naturale
molto simile a quello della pianura padana, delimitati da filari
di pioppi cipressini, canne di
palude
e salici, ma all’interno la vegetazione è molto più ricca di
quanto possa sembrare. Arrivando da ovest, prima di entrare nel
territorio stesso della città di Norcia, nell’area di minima
quota della Piana di Santa Scolastica, ci si trova a passare
alla sinistra delle marcite, ignorando, il più delle volte, di
cosa realmente rappresentino e sono. Questi campi sono favoriti,
nella loro formazione, dall'inclinazione dell'altopiano di tipo
lacustre di Norcia, e si estendono per circa 150 ettari. Prima
di divenire marcite, questa zona era un'immensa palude
bonificata e resa fertile dall'esperienza e dalle conoscenze dei
monaci benedettini, all'incirca intorno al periodo del medioevo.
Contrariamente a questa collocazione storica dell'evento, c'è
chi sostiene che le marcite siano nate nel contesto nursino nel
VI secolo d.C., ovvero in un periodo precedente rispetto a
quello in cui si stima la realizzazione della stessa opera nel
territorio lombardo, classificando le marcite di Norcia come le
prime d'Italia. Il lavoro dei benedettini è consistito nel
creare una serie di canali artificiali chiamati adacquatrici,
sbarrati da paratoie di legno o “storcitoi”, che fanno
straripare l’acqua in modo che irrighi gli appezzamenti di
terreno, chiamate cortinelle, attraverso una serie di piccoli
canali che rendono omogeneo il flusso dell’acqua. Il nome
“marcita”, nell'ipotesi più accreditata, deriverebbe da
un'antica pratica agreste che consisteva nel far marcire nei
campi irrigui, durante il periodo invernale, l'ultimo taglio
annuale di settembre, favorendo l'arricchimento di sostanze
organiche. Un terreno reso così più fertile può arrivare a
produrre fino a 10 raccolti all'anno.
Castelluccio di Norcia e Pian Grande
E' un
altopiano a 1300 metri di altitudine dove viene coltivata la famosa
lenticchia ed è uno dei centro abitati più alti del centro italia.

Da qui si può partire per numerose escursioni fra le quali le più
impegnative sono quelle al Monte Vettore (circa 2500 metri) ed al di
Pilato (1900 metri). Ci sono percorsi da fare a piedi, in
bicicletta, a cavallo, con asini e muli e per di qua passa il
percorso del grande anello dei monti sibillini che può essere fatto
in 5-10 giorni di cammino dormendo nei confortevoli rifugi del
parco.
A Castelluccio si pratica poi il volo in Deltaplano e Parapendio e
d'inverno si pratica lo sci da fondo e le escursioni con le
Ciaspole. A Forche Canapine ci sono impianti per lo sci da discesa.
Ancarano
A
circa 10 chilometri dalla città e, precisamente, in località S.
Angelo, sottostante alla Forca d'Ancarano, s'incontra la solitaria
chiesa della Madonna Bianca, autentico gioiello del XVI secolo.
Il lato lungo dell'edificio presenta un portichetto a sette archi
sorretti da colonnine quattrocentesche.
Il campanile, innestato sulla fronte, risale alla stessa epoca del
portico sottostante.
L'interno, a due navate, è separato da 4 alte colonne cilindriche e
da 3 archi longitudinali, sui quali poggia il tetto.
La parete destra è impreziosita da un ciclo di affreschi ispirati,
nel ciclo superiore alla vita della Madonna, in quello inferiore
devozioni particolari e locali del tempo.
Altri affreschi di epoche più tarde si possono ammirare sulle altre
pareti.
A capo della navata destra, in una edicola in pietra, è collocato
l'altorilievo in pietra della Madonna Bianca, eseguito nel 1488, da
un allievo del Verrocchio.
Considerevole l'altare del Crocifisso, lavoro ligneo del 1513,
finemente intarsiato ed il Crocifisso, anche questo di legno.
Più
avanti, sulla stessa strada, in località Capodelcolle, si trova la
chiesetta di S. Antonio abate, del XIV secolo, dalla fronte
completamente affrescata, protetta da una tettoia
Campi
Più
avanti, nella frazione di Campi, sono assolutamente da visitare le
chiese di S Andrea e di S. Salvatore.
Della prima si apprezzano soprattutto l'architettura ingegnosa e
funzionale alla vita sociale e religiosa del castello in cui è
inserita, oltre al suggestivo loggiato aereo, di pianta triangolare.
Della pieve di S. Salvatore, si rileva l'originalità del frontale,
con due rosoni e due portali, di epoche diverse (trecentesco, quello
di sinistra, tardogotico quello di destra).
L'interno colpisce per la copiosa decorazione pittorica della navata
sinistra, quasi assente nell'altra.
Altri Centri
della Valnerina
Il settore
sud-orientale dell’Umbria, tra Marche e Lazio, comprende un
territorio montuoso che in gran parte coincide con il vasto bacino
oroidrografico del fiume Nera, un corso d’acqua che dalle sorgenti
situate alle pendici occidentali dei monti Sibillini, scorre per 70
km lungo una valle profondamente incassata tra alte montagne che si
stringono a formare le suggestive gole della “Valnerina”.
Questa terra è un paradiso tutto da esplorare, immergendosi nei suoi
ritmi cadenzati e nei suoi silenzi, assaporandone la bellezza
selvaggia e ripercorrendo i fantastici itinerari della storia e
della natura che si intrecciano con quelli del parco nazionale dei
Monti Sibillini.
Da Norcia, capitale della Valnerina in quanto capoluogo più grande,
si raggiungono facilmente gli altri nove Comuni dell’area.
La città più vicina, a cui si arriva risalendo le valli del Nera e
del fiume Corno, è quella di Cascia, terra natale di Santa Rita, la
“Santa delle cause impossibili” beatificata da Urbano VIII nel 1682
e santificata da Leone XIII nel 1900. Una visita della città non può
prescindere dal moderno Santuario in travertino bianco in cui è
conservato il corpo della Santa, eretto a Basilica nel 1955 da Pio
XII. Contiguo alla basilica sorge il monastero di Santa Rita abitato
dalle suore agostiniane. All’interno, è ancora conservata la “vite
miracolosa”, l’oratorio dove Santa Rita ricevette le stimmate nel
1432 e la cella che appartenne per quarant’anni alla Santa. Da
vedere sono anche Palazzo Carli (sede della biblioteca e
dell’archivio storico), Palazzo Santi (sede del museo comunale), la
chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV sec.), la chiesa di san Francesco
(XV sec), la Collegiata di Santa Maria (chiesa antichissima
esistente già dall’856) e la chiesa di Sant’Agostino (XIV sec.) che
sovrasta la città in posizione panoramica.
Intorno a Cascia,
l’itinerario ritiano conduce i visitatori a Roccaporena dove nel
1381 nacque Santa Rita.
In questa piccola frazione esiste ancora oggi la casa natale della
Santa, lo scoglio della preghiera (lo sperone di roccia che domina
il paese dove la Santa si ritirava in preghiera), la chiesa di San
Montano (dove si celebrarono le nozze tra Rita e Paolo di
Ferdinando), la casa maritale, il lazzaretto (dove la Santa operò in
favore di ammalati e sofferenti) e l’orto dei miracoli (dove
nell’inverno del 1457 nacque una rosa e maturò un fico).

Da Cascia il viaggio può
proseguire verso i Comuni di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo.
Monteleone sorge in prossimità del confine con la provincia di
Rieti.
Di origine antichissima, la città ha un’area archeologica di epoca
protovillanoviana. Nel 1902, in località Colle del Capitano, venne
ritrovata all’interno di una tomba a tumulo un’antica biga (oggi
esposta al Metropolitan Museum di New York) risalente alla metà del
IV secolo, periodo di dominazione etrusca.
I monumenti di maggiore rilievo della città sono il complesso di San
Francesco (con chiesa e annesso convento del XIV sec, nucleo
architettonico e artistico più importante del paese), la chiesa di
San Giovanni Battista e la Torre dell’Orologio (antica porta di
accesso e l’unico elemento superstite dell’antico castello di Brufa,
sulle cui rovine venne edificata la città).
A pochissima distanza da
Monteleone, su uno sperone di roccia a quasi mille metri d’altezza,
sulle pendici orientali del Monte Coscerno, nell’alta valle del
torrente Tissino, sorge il Comune di Poggiodomo. Sorta nel XIII
secolo attorno ad un castello, Poggiodomo conserva edifici di grande
interesse storico-artistico, tra cui la chiesa di San Pietro (XIV
sec.) con interno riccamente affrescato, la chiesa di San Carlo
Borromeo (edificio costruito nel 1635 dentro le mura castellane)
Nei dintorni si segnalano la chiesa di San Salvatore di G. B.
Bernini nella frazione di Usigni e, a Roccatamburo, l’eremo della
Madonna della Stella, eretto dagli agostiniani nel 1308 e
abbarbicato su una ripida parete rocciosa, nello splendido paesaggio
naturale della Val di Noce.
Molto vicino a Norcia è anche il Comune di Preci, sul versante
sinistro della Valle Castoriana, lungo la quale scorre il fiume
Campiano.
Nel percorso verso Preci meritano attenzione i castelli e le pievi
romaniche tra Ancarano e Campi (di grande interesse la chiesa della
Madonna Bianca di Ancarano, la chiesa di Sant’Andrea nel castello di
Campi Alto e la chiesa di San Salvatore, appena fuori dall’abitato
di Campi Basso).
Tra Campi e Preci si segnala invece la splendida abbazia benedettina
di Sant’Eutizio a Piedivalle, sorta in prossimità delle grotte in
cui nel V secolo si rifugiarono gli eremiti provenienti dalla Siria.
La chiesa, risalente al 907 ma ampliata nel 1190, si affaccia su due
chiostri e è dominata da una campanile secentesco costruito su uno
sperone roccioso.
Nel museo dell’abbazia il turista può ammirare i ferri usati nella
scuola chirurgica famosa nel XIII secolo. A Preci, oltre al
castello, si segnalano la pieve di Santa Maria (edificata nel XIII
sec. dai monaci di Sant’Eutizio) e l’ex chiesa di Santa Caterina.
Proseguendo la strada verso Ponte Chiussita e imboccando la statale
209 della Valnerina verso Spoleto, dopo circa un quarto d’ora d’auto
da Preci si arriva a Cerreto di Spoleto, posto sulla cima di uno
sperone a dominare la Valle del fiume Nera.
Da vedere sono il palazzo comunale e la torre civica, la chiesa di
Santa Maria Annunziata, la chiesa e l’ex monastero di San Giacomo
con affreschi trecenteschi e quattrocenteschi e la chiesa
rinascimentale di Santa Maria Delibera. A Cerreto si trova la sede
del Cedrav, il centro per la documentazione e la ricerca
antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra.
Da Cerreto il turista può proseguire verso Sellano che sorge in
un’area tra le più belle e suggestive della Valnerina e
dell’Appennino umbro-marchigiano.
Discendendo invece il Nera,
sempre da Cerreto, si arriva a Vallo di Nera, pittoresco borgo
adagiato sopra ad un colle sul versante sinistro del fiume. Vallo
conserva ancora il vecchio assetto medievale, con la cinta muraria
dotata di torri, la forma ellittica, le porte d’accesso e i numerosi
vicoli in pietra che attraversano il paese. Oltre al Palazzo
Comunale, chi giunge a Vallo non può non visitare la chiesa di Santa
Maria, costruita dai francescani nel 1273, la chiesa di San Giovanni
Battista (XIII sec.), la chiesa di Santa Caterina e la chiesa di San
Rocco (situata fuori le mura del castello).
Da Vallo di Nera a Sant’Anatolia di Narco e Scheggino il passo è
breve.
Sant’Anatolia sorge nel mezzo della Valnerina, nel punto in cui la
valle si allarga per lasciare spazio alle ampie distese pianeggianti
delle Canapine. Come Vallo, Sant’Anatolia si presenta come un antico
castello medievale del tipo a pendio, protetto da mura di cinta,
torri e porte d’accesso. Al suo interno sono da vedere la chiesa
parrocchiale e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Di notevole
interesse storico-artistico è invece l’abbazia benedettina dei Santi
Felice e Mauro di Narco, in località Castel San Felice. Costruita
nel 1190, rappresenta uno splendido esempio di architettura romanica
umbra.
Un altro castello triangolare di pendio con cassero e torre di
avvistamento è quello di Scheggino. Il turista vi si sofferma per
ammirare i resti della cinta muraria, le fonti di Valcasana, dove le
acque scorrono tra lecci, roverelle e pini, e la chiesa di San
Nicola, le cui origini risalgono al XII secolo.
Sport e Natura
(torna su
5)
Accanto
ai pregi ambientali e paesaggistici, Norcia può vantare un’elevata
vocazione turistica-sportiva, grazie alla quale si è fatta un nome
come sede di ritiro estivo per società sportive del massimo livello,
senza contare che i vellutati piani di Castelluccio, a poco meno di
28 Km dalla città, sono stati definiti la migliore scuola di VOLO
LIBERO d’Europa e un’ottima palestra per le specialità sciistiche.
Ormai la città è diventata un punto di riferimento per molti Club di
livello mondiale, nella loro preparazione in vista di appuntamenti
importanti ed impegnativi.
Il loro elenco potrebbe essere lunghissimo ma, limitandoci a
menzionarne alcuni, si ricordano: il Trofeo delle regioni di
pallavolo, i Campionati Italiani di Karate, Judo e Judgizo, i
Campionati Italiani di pattinaggio, il Campionato Europeo di Tennis
Tavola, l’Español di Barcellona, la Nazionale russa di lotta libera
e greco-romana, la Nazionale juniores di pallavolo brasiliana, la
Nazionale araba di pallamano, la Nazionale di pallavolo del Dubai,
l’Osteawa di Bucarest, la Torpedo-Mosca, ..
Alcuni di questi Club hanno scelto Norcia come loro sede federale;
pensiamo a quello di pattinaggio, tant’è che è nato un Club di
pattinaggio artistico in grado di regalare alla città momenti di
grande spettacolo. Anche la Federazione Nazionale Aerobica ogni anno
ha qui un appuntamento fisso.
E che dire dell’ultima definizione della città come
"capitale internazionale del mondo calcistico"? Niente di più vero,
considerando che sempre più squadre calcistiche di elevata portata
scelgono queste montagne della Valnerina per i loro allenamenti.
Sono venute in ritiro a Norcia squadre come la Lazio, il Perugia, la
Ternana, il Camerun (per la sua preparazione ai Mondiali di
Francia), la Fiorentina, la Romania, il Ghana, …
Tra gennaio e febbraio Norcia ospita ogni anno anche la famosa
"Norcia Football Winter Cup", la rassegna calcistica alla quale
partecipano formazioni di tutta Europa, candidando la città come
polo più importante e all’avanguardia nel turismo sportivo
invernale, rispetto all'intera regione.

Ma non di solo calcio si parla a Norcia, o perlomeno l’economia
della città non beneficia di questa sola specialità sportiva.
L’inclusione della città all’area del Parco Nazionale dei Monti
Sibillini ha sicuramente significato la valorizzazione di attività,
anche sportive, in stretta connessione con l’ambiente.
I numerosi sentieri escursionistici del parco, oltre al trekking,
offrono la possibilità di passeggiate in mountain bike o a cavallo,
trekking con i muli, sport che permettono di scoprire luoghi e
prospettive nuove ed insolite.
Che dire poi dell’affascinante sport del volo libero con deltaplano
o parapendio?
Nei magici spazi di queste montagne, nella fattispecie a
Castelluccio, dove la conca del Piano Grande costituisce un
autentico stadio naturale, fornito di innumerevoli punti di decollo
disposti a cerchio, la pratica di questo sport trova la sua sede
ideale.
Queste premesse tanto favorevoli hanno creato le condizioni per la
realizzazione di una serie di servizi fuori dal comune: indicazioni,
assistenza tecnica, maniche a vento fisse sui punti di decollo ed
atterraggio abituali, centro radio, informazioni meteorologiche,
radio sensori del vento nei punti strategici ed il servizio navetta;
tutto a disposizione dei piloti-turisti, ma soprattutto delle scuole
italiane e straniere che qui frequentano stage intensivi.
Nel Comune di Norcia si trova inoltre l’unico centro in Umbria di
sport invernali, ossia la stazione sciistica di Forca Canapine,
celebre località turistica, anche questa situata nel cuore dei
Sibillini. Non mancano certo rifugi, impianti di risalita ed
alberghi. Oltre che di due manovie e di sei sciovie, la stazione
dispone di oltre 25 Km di piste di discesa, 10 Km e 3 anelli di
piste di fondo ed una scuola di sci.
Ed infine, altri sport, specialmente quelli legati all’acqua, sono
la pesca sportiva ed il canottaggio, quest’ultimo, meglio conosciuto
con il nome di RAFTING, praticato con partenza dallo stretto di
Biselli, sul fiume Corno, a soli dieci minuti da Norcia. Tale sport
trova qui il suo ambiente ideale: natura amena con fiumi navigabili
tutto l’anno grazie alle particolari caratteristiche morfologiche e
assenza di traffico inquinante e rumoroso. La scuola, propone
discese a bordo di gommoni, sotto la guida di esperti rafters. E
nonostante l’immagine più consueta degli sport fluviali sia quella
di attività rivolta agli spericolati, la scuola di rafting ha scelto
di rivolgersi a tutti, proponendo una discesa classica di 8 Km., non
pericolosa, da Serravalle alla centrale di Triponzo.
Ecco di seguito il recapito delle scuole e delle associazioni
turistico-sportive che operano nel Comune di Norcia:
• A.S. Gaia
Centro Rafting e Kayak, discese guidate in gommone, corsi di canoa
338.7678308 348.7356565 -
www.asgaia.it
• La
Mulattiera Escursioni a Piedi, con Asini e Muli, Ciaspolate
e Sci da Fondo, Campi scuola339.4513189 0743.810052
www.lamulattiera.it
• Oxer
Passeggiate e trekking a cavallo tel: 0743.828408
339.5334468
www.escursioniacavallo.it
• Rafting Umbria
Centro Rafting e Kayak, discese guidate in gommone, corsi di canoa
Tel. 348.3511798
www.raftingumbria.it
• Gite a Cavallo sulla piana di Castelluccio
338.9986579 339.2245349
• Prodelta Scuola di volo in parapendio e deltaplano a
Castelluccio 0743.821156 339.5635456
www.prodelta.it
• Sibillini Adventure Sopravvivenza, surviving,
escursionismo, campo avventura, formazione outdoor, tiro con l’arco,
orienteering, attività invernali, archeologia sperimentale, campi
scuola. 0743.816546 348.7288365
www.sibilliniadventure.it
Storia di Norcia
(torna
su
5)
Le origini ed il nome vengono
fatte risalire agli etruschi (Nursia era la dea della fortuna),
ma la presenza dell'uomo viene registrata fin dal paleolitico e
diversi reperti archeologici, databili a tutto il periodo fra il IX
ed il II secolo A.C., dimostrano l'antica vitalità del luogo.
I Romani se ne interessarono e
la conquistarono nel 290 a.c ed i Nursini
divennero cittadini Romani nel 268 a.c.. Di Roma fu amica e nemica e
da Norcia
partirono milizie destinate a Scipione l'Africano, ma fu anche
depredata da Ottaviano Augusto.
A Roma era apprezzata per i
prodotti agricoli quali navoni e rape, ma era "sorvegliata" per
l'eccessivo spirito di indipendenza: ebbe una propria
organizzazione locale che si mantenne anche quando il municipio
venne gestito da un prefetto romano. Molti erano inoltre i
culti religiosi dell'epoca e fra questi spiccava una significativa
presenza ebraica.
Importanti famiglie romane
furono i Sertori, i Plozi, i Peducei, i Cuzi e i Vespasi (alla quale
apparteneva Vespasia Polla, madre dell'imperatore Vespasiano).
Il Cristianesimo fece la sua
comparsa nel III secolo con l'evangelizzatore s. Feliciano ed il
primo vescovo nursino appare alla fine del V secolo. Verso il
480 vi nacquero i santi Benedetto (fondatore dell'ordine dei
Benedettini e patrono d'Europa) e Scolastica, sua sorella
gemella.
Dopo la distruzione nel 572 da
parte dei Longobardi e fino al 1200, Norcia quasi scompare dalla
storia, ma nei
secoli XIII e XIV avviene la massima espansione territoriale ed
economica del Comune basata sul commercio, sull'industria armentizia,
sulla manifattura tessile e
sull'artigianato, ed aumentano inevitabilmente i contrasti, per il
controllo politico, con le autorità ecclesiastiche e con Spoleto .
Tuttavia, Norcia si mantenne fedele alla Chiesa ed al
partito Guelfo
Gradualmente riconquista il territorio compreso tra
il fiume Nera ed il Tronto (Via Salaria), arrestandosi
tuttavia davanti a Cascia e Visso, nuove concorrenti che non aveva
precedentemente conosciuto.
Si alternarono quindi diverse
forme di governo della città (il Rettore del Ducato, il Capitano
della Montagna, la magistratura podestarile, il Capitano del
Popolo), ma
la nobiltà non riuscì mai ad esprimere una forma di
signoria, contrariamente a quanto si verificò in altri centri
delI'Umbria e delle Marche.
Nel
XV secolo cominciò invece un lungo periodo di decadenza e Norcia
perse quasi tutto il territorio anche a causa dei pessimi
rapporti con la chiesa:
Paolo II
ebbe a
definire i Nursini "i più cativi homini del mondo". Nel 1467 i
Nursini si trovarono contro sia l'esercito pontificio che le
squadre inviate da re di Napoli: capitolò e dovette accettare per la
prima volta un governatore apostolico. Nel 1554 venne quindi
costruita sul vecchio palazzo del podestà, ormai anacronistico
simbolo d'indipendenza, la Castellina, residenza del governatore
apostolico,
Nel 1569
venne istituita la Prefettura della Montagna, che portò con se i
presidi giudiziari, amministrativi e militari, dette nuovo lustro
alla città.:
Norcia divenne quindi capoluogo di un piccolo
stato a cavallo tra Marche e Umbria.
Verso la fine del 500 la situazione economica si era
nuovamente risollevata ed erano particolarmente attive la
lavorazione della lana, la tintoria e la sartoria. Altri mestieri
praticati, e citati nelle fonti storiche, oltre all'agricoltura,
erano il castraporci, il cuoco, il chirurgo, il
macellaio ed il chiavaro (fabbro).
Era inoltre praticata dai nobili la caccia all'orso.
All'inizio del '600 Norcia contava all'interno
delle mura 1200 abitazioni che arrivavano a 4.300 con le frazioni,
per un totale di circa 18.000 abitanti. Era divisa in 5 parrocchie,
ed annoverava 3 conventi maschili dentro le mura e 4 fuori delle
mura, 6 monasteri di monache, 4 ospedali, 8 confraternite con
altrettanti oratori e circa 1200 adepti,10 collegi delle arti, 8
osterie grosse con alloggio, circa 100 chiese nel distretto di cui 5
pievi.
Anche l'attività culturale venne incrementata e si
ebbero buone scuole pubbliche, un teatro, un'attività
musicale, un'accademia letteraria, ed una più marcata attenzione
verso le memorie del passato. Molti artisti di Roma, Firenze e
Napoli realizzarono le loro opere anche nei villaggi più sperduti
della montagna.
Nel 700 si ebbe un nuovo periodo di crisi determinato
dai due micidiali terremoti del 1703 e del 1730 che rasero al
suolo sia la città che le frazioni ed i castelli. Norcia non seppe
però neanche adeguarsi alla nuova rivoluzione industriale rendendosi
poco competitiva con altre zone le cui merci potevano ormai
facilmente diffondersi grazie ai progressi della viabilità. Nel 1781
Norcia, in piena crisi, aveva 351 abitazioni (813 con
le frazioni) e 1500 abitanti (8000 con le frazioni) ed i
lanifici rimasti erano solo due (contro i 17 di inizio secolo)
Tuttavia, con la ricostruzione postsismica, le chiese vennero
rinnovate le mura, le vie, le piazze e le fontane. Si costruì un
nuovo teatro
e si rinnovarono le istituzioni. Era inoltre famosa in tutte le
corti Europee la ricchezza di professioni:
i cerusici-castratori esperti nell'arte della litotomia,
dell'oculistica e dell'erniotomia ai quali dovettero la fortuna non
pochi castrati-tenori e numerose casate del Preciano; la
Norcineria, fama che perdura ancora ai nostri giorni; il mestiere di
facchini delle dogane esercitato da secoli in Toscana dagli abitanti
di Abeto, Todiano e Campi; gli abitanti di Triponzo e di Cerreto, si
erano specializzati negli appalti delle questue religiose
girovagando per mezza Europa; il commercio.
Norcia, nel suo storico spirito di indipendenza,
guardò con favore alla Rivoluzione Francese, ma fu
inevitabilmente vittima della successiva restaurazione
pontificia. Anche le guerre di indipendenza italiani, dal 1830
al 1860, videro la partecipazione dei liberali Nursini, ma per
Norcia non fu un periodo felice e si registrano una carestia nel
1854, un'epidemia di colera nel 1855, ed un terremoto nel
1859, di cui resta una foto, che demolì il 90% delle abitazioni.
Il 18 settembre 1860 un entusiastico plebiscito sancì
l'annessione dell'Umbria al Regno d'Italia e la fine del
potere dei papi. Giovani Nursini combatterono con Garibaldi, contro
gli Austriaci, nella conquista di Roma e nella battaglia di Dogali.
Successivamente si ebbe un ammodernamento urbano con
la realizzazione di varie opere pubbliche : porta Romana, il corso,
il monumento a s. Benedetto, il teatro civico, la scalinata e
il prospetto del palazzo comunale, il campanile di S. Maria, il
mattatoio, un nuovo acquedotto e le strade per Ascoli (Forche
Canapine) e per Cittareale.
Era inoltre giunta la corrente elettrica e il 12
ottobre 1902 veniva inaugurato tra Spoleto e Norcia il primo
servizio pubblico italiano di automobili a vapore. Ma la maggior
parte della popolazione versava in uno stato di grande miseria e
all'inizio del 1900 circa 500 Nursini emigrarono in America.
La prima
guerra mondiale fece inoltre molte vittime fra i giovani
Nursini, tuttavia nel 1923 venne inaugurata una sezione della
cattedra ambulante di agricoltura di Spoleto (per aiutare la
razionalizzazione dell'agricoltura ed affermare i principi della
cooperazione) e nel 1926 fu inaugurata la ferrovia elettrica
Spoleto-Norcia (operativa
fino al 1968)
che
andò a sostituire il servizio di automobili a vapore.
Il dopoguerra vede l'emigrazione in tutta
Italia, ma in particolare verso Roma, di altri Nursini, ma la
situazione socio-economica della città è andata migliorando e, per
la prima volta nella sua storia, un terremoto, quello del 1979,
grazie ad i contributi ricevuti, ha dato maggior vigore allo
sviluppo.
Norcia, ormai totalmente ricostruita, conta circa
5000 abitanti (frazioni comprese) e con l'istituzione del Parco
Nazionale dei Monti Sibillini (1989) ha validamente intrapreso
la carriera di città turistica con una variegata offerta
Naturalistica, Sportiva e Culturale, sia Estiva che Invernale.
|